Mese: Agosto 2009

  • Il Pendolare in treno: un’ odissea di nome Trenitalia

    Il Pendolare in treno: un’ odissea di nome Trenitalia

    All’inizio pensavo fosse una cosa bella poter andare sul sito di Trenitalia per vedere se il treno di interesse è o meno in orario e, nel secondo caso, valutare il da farsi (andare a bere un caffè per ingannare l’attesa oppure cercare direttamente dove dormire perché tanto…).

    http://www.viaggiatreno.it/viaggiatreno/
    Sito di Trenitalia Viaggiatreno

    Il servizio è sicuramente utile ma è ormai diventato come ascoltare le previsioni meteo di Luglio per una località di mare. Prima di andare a vedere il dato, sappiamo già con buona probabilità cosa ci aspetta. Nel mese di Luglio, meteorologicamente, ci aspettiamo sole e caldo e dal sito di Trenitalia prevediamo il treno in ritardo…magari soltanto di 5/10 minuti ma in ritardo. Di quel tanto che basta a farti perdere una coincidenza (non si sa perché ma il treno con cui devi prendere la coincidenza è sempre puntuale…tutti sono di ritardo ma quello che devi prendere te, e che perdi per 5 minuti, è pu-n-tu-a-le!!!)
    E poi diciamolo. Prima sapevamo che probabilmente il treno era in ritardo ma proprio perché era una questione di probabilità rimaneva sempre una speranza, remota…molto remota ma pur sempre non certezza, di capitare in un giorno fortunato e che il treno per una congiunzione astrale favorevole fosse puntuale. Oggi no. Il futuro lo leggi sul browser e addio speranza. E allora leggi che il treno ha 30 minuti di ritardo, che perderai non una ma tre coincidenze e che veramente ti converrebbe trovare una panchina dove bivaccare la notte in attesa che passi magari un carro a leva come quello dei cartoni animati per poter prendere la strada di casa.
    Dobbiamo ammettere che tramite il sito, oggi, però è più semplice inoltrare reclami; prima era necessario fermarsi alla biglietteria in stazione (è anche vero che tanto uno è lì che aspetta…ma oggi tante biglietterie vengono chiuse a favore di quelle automatiche) per riempire moduli di cui poi si perdeva traccia. Oggi no. Oggi Trenitalia risponde reclamo per reclamo, scusandosi per i disagi che sono causati da fatti indipendenti dalle FF.SS., che comunque il treno negli ultimi 30 giorni ha ritardato soltanto 27 volte e che volendo, ma proprio volendo, anche l’abbonato ha diritto al rimborso purchè abbia conseguito una Laurea specialistica per calcolare i minuti di ritardo fatti dal treno secondo delle tabelle che solo il “Mago Afono” riesce a recepire da paragonare con alcuni parametri che solo chi ha conseguito un apposito Master di 6 mesi a Taiwan può capire e che abbia compilato l’apposito modulo di richiesta da inviare al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Presidente della Commissione Europea e, per conoscenza, all’ufficio reclami di Trenitalia. Che dire di più: Buon viaggio!

  • Il “6”, il “5+1”, i gufi del Super Enalotto.

    Il “6”, il “5+1”, i gufi del Super Enalotto.

    Bè, che dire rispetto ad un Superenalotto che da oltre sei mesi non elargisce il montepremi oltre a quanto ogni sera ci sentiamo dire dai telegiornali. Eh sì, perché con le scuole chiuse per le vacanze estive anche il “bullismo” è andato in ferie; il caldo rovente di Luglio e Agosto ha evidentemente spento gli ardori mordaci dei pitbull; allora di che parliamo all’interno dei TG nazionali?
    superenalotto
    Dobbiamo tener conto che anche la politica è in pausa estiva e quindi ogni edizione giornaliera si vede defraudata anche dalle immancabili perle di saggezza del senatore dalle cravatte azzurrine Gasparri e degli altrettanto sempre presenti interventi del portavoce PDL Bonaiuti.
    Povere redazioni. Meno male che c’è il Superenalotto, la lotteria più tirchia che sia mai esistitia: oltre 130 milioni di Euro messi lì ad attendere che sei fatidici numeri premino la persona con il più grosso “culo” (si può dire su un blog?) della storia dell’umanità. Ma in attesa che, beato lui, questo personaggio venga baciato dalla fortuna, ogni volta che sintonizziamo la nostra televisione su un TG (di ogni canale – oddio è anche vero che sono tutti…uguali) ci dobbiamo sorbire lunghi servizi con “se vincesse cosa ci farebbe con tutti questi soldi?”, “Secondo lei non sono troppi?”, “Non crede che con tutti questi soldi potrebbero nascere anche tanti problemi al vincitore?”, “darebbe qualcosa in beneficenza?” e via così. Ogni TG la stessa storia e le stesse gufate. Perché l’intervistatore mentre fa le domande “gufa” l’intervistato, si vede dallo sguardo (“io te lo chiedo ma l’ho giocata anch’io la schedina e te lo dico io cosa ci farei con quei soldi. Per prima cosa ti andrei nel…”) e insieme a lui tutti i telespettatori gufano quel povero disgraziato che si stava facendo gli affari suoi e magari non voleva neanche far sapere di aver tentato la sorte (hai visto che risposte renitenti: “eh sì, i problemi sarebbero tanti; ti cambierebbe la vita ma non necessariamente in meglio” ecc. ecc. ma anche lì vedi lo sguardo che invece comunica “te fammi vincere poi te li racconto io i miei problemi ai Carabi…”).
    Bene, a questo punto auguriamoci che questi sei numeri escano così, se proprio non siamo noi, potremo dire di essere stati contemporanei ad una persona storica, quella con il più grosso culo mai esistito alla stessa stregua dei contemporanei di personaggi storici quali Dante, Giulio Cesare, Virgilio, Socrate ecc. e finalmente ci libereremo di questi servizi giornalistici che…non se ne può più! Se poi, andassero in carenza di notizie, bè, vorrà dire che possano terminarli una diecina di minuti prima con buona pace di tutti.

  • Gita all’Orrido di Botri

    Gita all’Orrido di Botri

    Orrido di Botri
    Io non sono un’amante del mare, o meglio adoro sguazzare nell’acqua, ma proprio non sopporto la folla dei bagnati che si ritrova puntualmente sulle coste Livornesi ogni fine settimana, e non trovo di nessuna utilità stare a rosolare al sole come un pollo, tutta unta di crema abbronzante.

    Però, ogni tanto, devo concedere qualcosa alla mia dolce metà, che proprio non sopporta di stare chiuso in casa, quindi domenica scorsa abbiamo deciso di andare a fare una gita (per accontentare lui) che non fosse al mare (per accontentare me). Abbiamo scelto l’Orrido di Botri, un posto dal nome insolito, di cui non conoscevo il significato prima di 3 giorni fa; cito testualmente : “in geografia e geologia, gola profonda e caratterizzata da scoscendimenti scavata da un corso d’acqua” in pratica un canyon con un torrente che scorre sul fondo. Potete trovare tutte le informazioni utili sul sito del Corpo Forestale della Stato con tanto di recapiti telefonici.

    Vi posto anche il link a Google Maps con indicato il punto preciso di dove si trova.

    Il percorso a piedi parte dal centro di accoglienza di Ponte a Gaio, dove si acquista il biglietto di ingresso (€2) e vi viene dato il casco obbligatorio. La durata del tragitto, suddiviso in 4 tappe, è di circa 4 ore, a passo ‘rilassato’ tra andata e ritorno; con un ritmo un po’ più sostenuto, è possibile riuscire a fare l’intero percorso in circa 3 ore (l’abbiamo testato personalmente 😉 ), immersi in una natura incontaminata, dove l’uomo non è riuscito (ancora) a fare danni. Non bisogna essere alpinisti esperti ma la seconda parte del percorso, dal “Salto dei Becchi” fino alla “Piscina” è leggermente più impengativa, con tratti da percorrere utilizzando le corde fissate alla parete rocciosa.

    E’ impossible restare asciutti, preparatevi a bagnarvi almeno i piedi, anche perchè ci sono dei punti dove l’attraversamento del torrente è obbligatorio per proseguire. Se poi , come me, amate sguazzare nell’acqua, potete optare per un ‘tuffo integrale’ in una delle numerose piscine che si incontrano lungo il tragitto: ma attenzione a non aver appena mangiato, perchè l’acqua ha una temperatura di circa 8° – 10° ed è comunque sconsigliata una permanenza di più di pochi secondi se non si vuole rischiare l’ipotermia, a meno di non essere muniti di muta…però vi posso garantire che appena usciti vi sentirete rigenerati 🙂

    Io personalmente ho portato pantaloni maglietta e scarpe di ricambio, ma la possima volta credo che mi porterò anche il costume!

    E’ possibile proseguire anche oltre la quarta tappa, ma solo con appositi permessi, perchè da lì comincia il percorso alpinistico.

    Vi consiglio vivamente una bella gita con pranzo al sacco, con partenza la mattina anche non prestissimo (dipende da dove venite): considerate che l’accesso è consentito dalla 9.30 alle 18 nei mesi estivi, però è sempre meglio telefonare prima (0583 – 800020), perchè l’apertura dipende anche dalle condizioni del tempo. Ci sono anche escursioni organizzate con guida ma non conosco i costi nè le modalità di prenotazione…dovrete fare una ricerca su internet.

    Per il pranzo potete mangiare direttamente al rifugio “Il nido dell’Aquila” di ponte a Gaio dove, oltre ai panini con pane di campagna e affettati, potete gustarvi un pranzo più tradizionale.

    A questo punto non mi resta che augurarvi buona gita!

    Beatrice